Lettera a una ex
Istruzioni per una convivenza felice
I consigli di chi ci è già passato... ed è stato sostituito

Illustrazione Enrica De Natale
Cara Francesca,
La notizia che a tre anni dalla nostra separazione sei finalmente andata a convivere con il tuo nuovo fidanzato mi ha fatto sentire sulla pelle come una bruciatura di sigaretta lo sfrigolio del tempo che passa. Che, sinceramente, non è una sensazione del tutto sgradevole. Del resto, dopo un anno e mezzo che state insieme, era il passo giusto da fare. È proprio perché mi sta a cuore la vostra neonata convivenza che ci tengo a trasmetterti qualche piccolo consiglio pratico per tutelarla nel tempo.
Quando lui insisterà per organizzare una bella cena a casa vostra con gli amici, genere “tranquilla, faccio tutto io”, tu assecondalo. Le linguine scotte e le patate al forno carbonizzate fuori e crude dentro valgono bene la vostra serenità sessuale. Tanto si tratta di una sera soltanto. Superato l’esame a pieni voti, con l’eroica connivenza dei vostri amici ovviamente, Vissani sarà talmente segnato da quel pomeriggio ai fornelli che non ci riproverà più. E da quel momento in poi saranno solo ristoranti o, al limite, rosticceria. Quando lui ti dirà che non vede l’ora di conoscere i tuoi, tu fingi di credergli. Organizza l’incontro e poi goditi dalle retrovie lo sfiancante wrestling mentale che scatterà negli sguardi tra lui e tuo padre. A fine giornata raccogli il suo entusiasmo per la passione di tuo padre per le auto d’epoca o i funghi o quello che è, e fagli una carezza come la si fa a un cucciolo maltrattato. Quando lui ti dirà che una sua ex si è sposata (l’ha lasciato lei sei anni fa) e, qualche giorno dopo, che - vabbè, non c’entra niente - ma stava pensando di iscriversi in palestra, tu stringilo fortissimo e digli in un orecchio che nessuno ti piacerà mai quanto ti piace lui. Ha solo bisogno di sentirsi dire che è bello e che gli vuoi bene. Ah, aspetta la sera per farlo. Sennò mangia la foglia.
Se è un creativo (qualsiasi cosa faccia: pubblicitario, falegname, customizzatore di Harley-Davidson, è uguale), quando ti sottoporrà un suo lavoro tu fingi di pensarci a lungo e poi digli che è la seconda cosa più bella che lui abbia mai prodotto. Mi raccomando: la seconda. Quando da lui cominceranno a venire fuori i suoi sintomi - il modo approssimativo di lavarsi le ascelle quando è di fretta, di sbadigliare a bocca aperta, di uscire dal bagno dopo la doccia in mutande e calzini - insomma tutte le giunture della persona che affiorano solo sotto la smerigliatrice della vita quotidiana... quando succederà questo, be’, pensa che lo stesso sta succedendo a te nei suoi occhi. E che dividere la vita con un’altra persona significa confrontare le rispettive abitudini, le meccanichedei sentimenti e gli umani automatismi, e lavorare perché combacino. E poi, quando lui ti chiederà di me, tu vai tranquilla e digli la verità. Digli che, ancora a 30 anni, mia madre continua ad abitare con me, dentro le mie nevrosi. Digli che ho il terrore di ingrassare e in generale sono terrorizzato dal mio corpo e dall’idea che il mio corpo diventerà la mia trappola. Digli della mia oggettiva vocazione naturale per le dipendenze, a cominciare da quelle affettive fino agli antidolorifici. Anzi, meglio, digli che la dipendenza per me è lo strumento principale con cui mi rapporto col mondo: era così anche con te, finché siamo stati insieme, e infatti dopo un po’ ha finito per mangiarsi tutto il resto. Digli che sono l’idealtipo dell’esibizionista timido, e non a caso faccio il lavoro che faccio. Che sono possessivo al limite dell’autismo, che sono meno divertente di quanto credo di essere, e che questo genera continuamente imbarazzo, che ho una passione morbosa e molto poco virile per i gatti, che esiste una foto di me in mutande al Cimitero del Verano, che il mio umorismo è basato quasi solo sui doppi sensi a sfondo sessuale.
Che, sì, magari ti ho voluto bene davvero, magari sì, più che a chiunque altra, ma ero talmente distratto da me stesso che non me ne sono nemmeno accorto. Digli così, e si tranquillizzerà. Domani mattina verrà a svegliarti sorridendo con il caffè a letto, i biscotti, le fette biscottate con la marmellata o chissà qualche altra diavoleria ipercalorica.
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Di: LaBotteghilla








































