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Vietato arrendersi

Perché la cellulite si può combattere. E sconfiggere. Come? Scegliendo cure ad hoc. Noi vi presentiamo le più nuove

Vietato arrendersi

Per sconfiggere il nemico, bisogna conoscerlo. Con la cellulite è lo stesso. Se sappiamo esattamente che cosa si inceppa nel funzionamento dei tessuti e dove si dovrebbe intervenire, possiamo valutare meglio l’efficacia dei trattamenti che ci propongono, così come le promesse dei cosmetici specifici. Dunque, cellulite è uguale a ipertrofia delle cellule adipose a livello dell’ipoderma. Traduzione: aumento consistente delle dimensioni delle cellule di grasso, dovuto a un’alterazione localizzata del microcircolo. Gli adipociti aumentano di volume perché si riempiono di lipidi (grassi). Aumentando le dimensioni delle cellule adipose, la circolazione intracellulare dei liquidi diventa più difficoltosa, con il risultato che si creano dei ristagni (edema). Le sacche di cellule adipose sono separate da filamenti di fibre di collagene che, per mancanza di circolazione, perdono elasticità e diventano incapaci di contenere gli adipociti, che si spingono verso l’esterno e… voilà, appare la pelle a buccia d’arancia.
Che cosa ci interessa, allora, nel valutare trattamenti/cosmetici/macchine? Che agiscano per:
1. diminuire le dimensioni delle cellule adipose (che tradotto significa eliminare parte dei grassi contenuti nelle cellule)
2. stimolare la circolazione e ridurre al minimo il ristagno dei liquidi
3. raggiungere il livello dell’ipoderma, dove ha sede il fenomeno e non soltanto in superficie
4. ottenere fibroblasti più flessibili, ovvero produrre nuovo collagene
5. migliorare l’aspetto della pelle e la sua tonicità. Fermi restando questi cinque punti, vediamo quali sono i “provvedimenti” più efficaci da prendere.

I trattamenti
Rientrano nella sfera della medicina estetica e offrono risultati visibili. Ecco i più nuovi e interessanti.

Cavitazione
È una tecnica non chirurgica impiegata per la riduzione delle aree di accumulo di grasso. «Utilizza ultrasuoni a bassa frequenza che, penetrando nei tessuti, cedono parte della loro energia sotto forma di calore», spiega Mario Dini, primario di chirurgia plastica e direttore della scuola di specializzazione in chirurgia plastica dell’Università degli Studi di Firenze. «L’innalzamento della temperatura locale determina un aumento della microcircolazione e del volume delle cellule adipose». Più nello specifico: la forza delle onde sonore sulle cellule adipose determina la formazione ciclica di onde depressorie e pressorie ad altissima velocità (il nome stesso, cavitazione, indica il fenomeno di compressione/decompressione delle cellule, con la conseguente formazione di micro bolle). Queste, a loro volta, inducono alterazioni a livello della membrana cellulare, che finisce per rompersi. Il grasso contenuto nell’adipocita fuoriesce, passa nell’interstizio (risponde al punto 1: si è diminuita la dimensione dell’adipocita) e da lì, tramite il circolo linfatico, è trasportato al fegato, metabolizzato come un qualsiasi grasso alimentare ed eliminato tramite i reni.
È un trattamento sicuro?
L’utilizzo di ultrasuoni transdermici è sicuro, efficace, non invasivo e indolore. Tanto che viene ampiamente impiegato anche in medicina (nelle procedure diagnostiche come l’ecografia). Inoltre le onde utilizzate nella cavitazione sono selettive e non danneggiano gli altri tessuti. Ciò nonostante il trattamento non è adatto a testa, collo, mani, piedi e genitali. E, a livello dell’addome, è meglio evitare di indirizzare il manipolo verso le ovaie. La cavitazione è sconsigliata, infine, in presenza di particolari patologie, quali dislipidemie croniche (il colesterolo, per esempio, perché si liberano lipidi nel sangue), importanti patologie epatiche (aumenta lo smaltimento di scorie via fegato), malattie dell’apparato urinario (sempre per lo smaltimento), ai portatori di pacemaker o di protesi acustiche, in gravidanza oppure in caso di lesioni della cute nell’area da trattare.
Le macchine sono tutte uguali?
Non tutti i macchinari sul mercato sono efficaci nel produrre il fenomeno della cavitazione, perché hanno frequenze e potenze di emissione non sufficienti. A oggi esistono solo due macchinari approvati dalla severa FDA, l’organo di controllo sanitario americano: Med Contour e Liposonix.
Quante sedute sono necessarie? Da sei a dieci, a seconda della parte da trattare. Ogni seduta ha una durata di circa 40 minuti.
Quanto costa una seduta?
Da 150 euro in su.

Radiofrequenza o Thermage
Si basa sull’emissione di energia sotto forma di radiofrequenza. Sui tessuti (epidermide e derma) si sviluppa del calore che determina la contrazione, la riorganizzazione e la produzione di fibre collagene, fibroblasti e miofibroblasti (risponde al punto n. 4, ottimo): la cute guadagna un aspetto più compatto e più giovane. Non a caso viene usata sia alla stregua di un lifting senza bisturi sia come trattamento-corpo per donare compattezza ai tessuti. Studi effettuati hanno dimostrato che, affinché si ottenga uno stimolo alla produzione di nuove fibre collagene, è necessaria una temperatura compresa tra 50 e 60 gradi centigradi. A temperature minori lo stimolo termico non sarebbe sufficiente, mentre a quelle superiori si determinerebbe un danno ai tessuti. Oggi, quando si parla di radiofrequenza, si fa in genere riferimento al Thermage (o ThermaCool o Thermalift), considerato la miglior apparecchiatura per effettuare la radiofrequenza e approvato dalla FDA.
È un trattamento sicuro?
Sì, tuttavia, come con ogni trattamento medico, in una piccolissima percentuale di casi possono verificarsi effetti collaterali transitori: eritemi, parestesie (cioè alterazioni della sensibilità degli arti), edemi. L’unica controindicazione al trattamento è rappresentata dai pazienti portatori di pacemaker o apparati fissi elettromedicali.
A chi è consigliato il Thermage?
I migliori risultati si ottengono in pazienti con età compresa tra i 35 e i 60 anni con lassità cutanea di addome, gambe e braccia. I risultati sono duraturi, ma non permanenti per gli inevitabili effetti della gravità e dell’invecchiamento.
Quante sedute sono necessarie?
Nel 95 per cento dei casi è sufficiente un solo trattamento. Un appuntamento dura dai 30 ai 60 minuti a seconda dell’estensione delle zone da trattare, durante i quali si avverte solo una lieve e breve sensazione di calore.
Quanto costa una seduta?
A partire da 2.500 euro.



Testo di Silvia Paoli - Foto di David Lachapelle - 26 aprile 2012
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