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Pittura su vetro

Basata sull’uso di smalti “a freddo”, è una pratica decorativa di semplice esecuzione

Pittura su vetro

La pittura su vetro, basata sull’uso di smalti “a freddo”, è una pratica decorativa di semplice esecuzione: non richiede procedimenti complessi o grandi spazi - è infatti sufficiente avere a disposizione un piccolo tavolo come piano d’appoggio - ma il risultato è di grande effetto. I colori da utilizzare si acquistano, già pronti, nella giusta diluizione e si possono usare direttamente dalla confezione ma, se si vuole ottenere un effetto più trasparente, occorre mescolarli al loro medium specifico, una vernice incolore di cui parleremo, di seguito. Analizziamo, più in dettaglio, quali sono le caratteristiche principali dei materiali per dipingere su vetro.



1. Le superfici da decorare

2. I colori
3. Il finto piombo
4. I pennelli
5. I materiali
6. Consiglio



1. LE SUPERFICI DA DECORARE
Questo tipo di tecnica si presta ad essere applicata su superfici vetrose, quali il vetro, gli specchi e le superfici di plastica trasparente come il plexiglass. Prima di iniziare a dipingere è necessario detergere perfettamente le superfici da decorare utilizzando un panno di cotone imbevuto in alcool. Questo è un concetto che ripeteremo più volte, dato che la pulizia delle superfici vetrose è determinante al fine di una buona riuscita del lavoro. Bastano un velo di polvere o una ditata, sulla superficie da decorare, per fare in modo che il colore non aderisca bene o si fissi solo apparentemente.

2. I COLORI
I colori per dipingere il vetro sono di due tipi: coprenti e trasparenti. Entrambi sono appositamente studiati per questo tipo di superficie. Tuttavia, quando si lavora con il plexiglass o, più in generale, con le superfici di plastica trasparente, è opportuno, prima di cominciare, testare il colore su una piccola porzione di plexiglass per verificare che il solvente contenuto nei colori sia compatibile con il materiale che vogliamo decorare, ossia che non lo perfori o lo deteriori irrimediabilmente. Di solito, però, non si riscontrano problemi.
Colori coprenti: generalmente venduti come colori per ceramica “a freddo”, hanno un’ottima resa sul vetro, specialmente se questo è colorato. Sul vetro colorato, infatti, i colori trasparenti non rendono appieno in colore e lucentezza, quelli coprenti invece sì. I colori coprenti sono miscelabili fra di loro e anche sovrapponibili, attendendo almeno una mezz’ora fra una mano e l’altra. Un trucco per renderli a loro volta trasparenti, è quello di mescolarli con il loro medium brillante- prodotto specifico venduto a parte che, aggiunto al colore coprente, gli conferisce caratteristiche di trasparenza. Se si vogliono, invece, smorzare le tinte suggeriamo di miscelare il colore coprente con il medium opaco.
Colori trasparenti: si tratta di tinte a base di resine alchidiche specifiche per il vetro. Sono colori molto brillanti e resistenti ed hanno, in genere, una forte capacità adesiva alle superfici da decorare, sempre se adeguatamente pulite. Essendo tinte a base di coloranti, e non di pigmenti, presentano una limitata resistenza al calore: per questo motivo ne sconsigliamo l’uso per la decorazione di piatti che si destinati a contenere cibi caldi. Anche questi colori sono perfettamente miscelabili fra di loro e si possono sovrapporre aspettando un’ora per l’essiccazione (e facendo attenzione che la polvere non si depositi sul colore fra una mano e l’altra). Passando più mani di colore, la vernice risulterà “spessa” e potrà, dunque, essere incisa, grattata etc. Per ottenere effetti ancora più suggestivi si può aggiungere, anche in questo caso, lo specifico incolore, vernice brillantissima che, schiarendo i colori, li rende ancora più trasparenti. Per smorzare i toni, invece, si può miscelare al colore una punta di “grisaille”, tinta grigioazzurra che toglie un po’ di brillantezza al colore stesso. Il grisaille è particolarmente adatto per conferire, alla decorazione, un effetto di pittura anticata. Aggiungendo invece il grisaille, senza farlo amalgamare completamente con le tinte a cui viene mescolato, si ottiene un effetto “marmorizzato”.

3. IL FINTO PIOMBO
I colori da vetro possono essere considerati perfettamente asciutti quando sono trascorse almeno 12-18 ore dalla fine della decorazione. A questo punto diventa possibile lavare con tranquillità l’oggetto - senza correre il rischio di rovinare la decorazione - utilizzando acqua fredda, o tiepida, e detergente neutro, assolutamente non in polvere. Per dare rilievo ai contorni dei motivi decorati, nella pittura su vetro si può utilizzare il finto piombo. È un prodotto in pasta, confezionato in tubetti con beccuccio erogatore, che simula il piombo delle antiche vetrate. Si trova in varie tinte: nero piombo, oro e argento. Si utilizza direttamente dal tubetto mediante una leggera e regolare pressione alla base del tubo. Prima di utilizzarlo occorre svitare il tappo a cannula ed eliminare l’eccedenza di aria nel tubo. È consigliabile fare sempre una piccola prova su un foglio di carta onde evitare errori e spreco di prodotto. Per rimuovere gli errori e le sbavature, se il prodotto non è ancora asciugato, è sufficiente pulire la superficie con un batuffolo di cotone imbevuto di alcool. Per rimuovere la pasta di piombo, già essiccata, basta ricorrere a dell’acqua caldissima.

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