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Mamma, non pi¨ “mammÓ”: la fine di un mito

Nelle pagine di giovani scrittrici, consigli e tanta (auto)ironia sul ruolo pi¨ sacro del mondo

Mamma, non pi¨ “mammÓ”: la fine di un mito

Mamme di nuova generazione. Capaci di mettere paletti: io sono io, il pupo Ŕ il pupo. Oggi, anche in Italia, la mamma Ŕ un po’ meno “mammÓ”: un po’ meno perfetta e santa, un po’ pi¨ sincera. PerchÚ ha il coraggio di ammettere, a se stessa e agli altri, che i figli, sý, “so' pezzi 'e core”, ma che a volte li si rispedirebbe volentieri al mittente.

Lo dicono sempre pi¨ donne, lo ripetono sempre pi¨ ad alta voce. E lo scrivono pure nero su bianco: sono tanti i libri usciti di recente che smitizzano la figura della mamma. Chi li firma? Delle mamme, naturalmente.

E’ mamma “pentita” la psicanalista francese Corinne Maier che con il suo pamphlet "No Kid. Quaranta ragioni per non avere figli" (Bompiani) ha dato il via al filone nel 2007, diventando l’icona dei movimenti Childfree.

Sulla sua scia, un po’ meno radicali e dissacratorie, ma ugualmente ironiche (e, sotto sotto, per nulla pentite), le giovani scrittrici italiane che, alle proprie creature, hanno dedicato fiumi di pagine. Per condividere, con le altre neo-mamme, esperienze e dritte. E per strappare un sorriso.

"Mia figlia Ŕ una iena" (Kowalski), si sfoga Francesca Del Rosso, che racconta, dalla pancia all’asilo nido, la convivenza con la machiavellica bimba, chiamata - ironia della sorte - Angelica.

"Ero una brava mamma prima di avere figli" (Rizzoli), confessa Paola Maraone, che racconta come mettere al mondo un bimbo sia, ogni volta, confrontarsi con un enorme punto interrogativo. E non sempre si danno le risposte giuste.

“Nonsolomamma” (Tea), rivendica Claudia De Lillo, che per scrivere questo diario ha dovuto ritagliarsi del tempo tra “due hobbit, un marito part-time e un lavoro a tempo pieno”.

“Una mamma da Url” (Baldini Castoldi), si definisce Patrizia Violi, che per sfogarsi si Ŕ aperta un blog (sconfinato, poi, nel libro) in cui ritrarre la sua “happy family”: un marito che si trasforma improvvisamente in talebano dell’ecologia, una figlia adolescente che la giudica, un bambino pestifero e un cane pazzo.

Stesso canale di sfogo ha trovato Barbara Sgarzi, che, annunciando un"Bimbo a bordo" (Morellini Editore) ha iniziato un diario-blog giÓ in gravidanza, raccontando, con occhio cinico e sorriso sulle labbra, come una giovane donna si trasformi in una "mamma perfetta" (o quasi).

Cosý come Chiara Cecilia Santamaria, che, nel blog e nel libro in uscita per Rizzoli (il 12 maggio) ha trovato il coraggio di confessare tutto "Quello che le mamme non dicono"

Mari Mollica 03 Maggio 2010
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