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Giochi di ruolo

CSI formato Padania

Una decina di amici e un gioco di ruolo. Succede nel cremonese

CSI formato Padania

Siamo a due passi dalla vittima, una studentessa universitaria trovata nel magazzino di una scuola di Montodine, nel cremonese: tre coltellate al petto. Accanto a noi, il medico legale. Ma non c’è niente di cui avere paura. Il delitto non è mai avvenuto e il racconto è semplicemente la cronaca di un gioco di ruolo dal vivo, un “ live”; può durare un giorno come alcuni mesi, e ogni sessione è lunga circa tre ore. I protagonisti di questo spettacolo sono una decina di amici tra i 20 e i 27 anni che una volta a settimana passano le proprie serate giocando a mettere in scena storie di poliziotti, elfi, pirati e vampiri. L’obiettivo? Rendere le simulazioni realistiche. E divertirsi da matti.

I giocatori vengono da Montodine e da altri paesi vicino a Crema e Cremona. La loro avventura comincia nel 2003, quando a uno di loro regalano per il compleanno l’iscrizione a un “live” nei dintorni di Milano. Detto fatto, gli amici si aggregano e decidono di partecipare tutti: è una folgorazione. L’anno dopo, fondano un gruppo vero e proprio e iniziano a organizzare i primi “live” nel cremasco. Da allora, non hanno più smesso. Fino a quando, qualche settimana fa, allestiscono con l’aiuto del sindaco e dell’intero paese una “puntata speciale” di CSI tra le strade di Montodine.

I “live” funzionano così: un narratore (il master) inventa il plot di una storia, fa il “casting” dei giocatori e tratteggia insieme a loro le caratteristiche e le biografie dei “pg”, i personaggi giocanti, e dei “png”, i personaggi non in gioco che però possono interagire con i pg e con la storia. Per scrivere le trame i master attingono, oltre che alla propria creatività, a film, serie tv, romanzi, fumetti e altri giochi di ruolo. I giocatori si autofinanziano e una volta scelti i luoghi e realizzati i costumi e gli oggetti di scena, finalmente si comincia.

Il primo passo è dare ai vari personaggi una traccia della storia, sulla quale i giocatori improvvisano. Man mano che la narrazione va avanti, il master si adatta a ciò che osserva, aggiunge dettagli, ne toglie altri, in modo da sviluppare l’intreccio fino alla fine.
Ma alla fine del thriller, chi vince? I criminali o la giustizia? «Vinciamo tutti», dice il master Lorenzo, 26 anni. «Durante il gioco, ci sono sempre momenti in cui ci sentiamo immersi in un’altra realtà. Quando esprimiamo le nostre emozioni, la paura o la rabbia: è lì che vinciamo» .

Da “Io donna”, 7-13 novembre 2009

Maurizio Di Lucchio 06 Novembre 2009
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