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Rosy Bindi: "Il politico ricattabile fa comodo"

Dal caso Marrazzo (“ha provato a mentire per 24 ore. Poi però si è dimesso” ) al crocefisso vietato, a Bersani, Rosy Bindi risponde sull’attualità di questi giorni e confessa una debolezza...

Rosy Bindi: Il politico ricattabile fa comodo

Discreta, ironica, low profile come nessun’altra. Rosy Bindi ospita le telecamere di Lei nel suo studio romano. In giacca di tweed grigio e pantaloni è la protagonista della puntata di Scusi, lei è favorevole o contrario? di venerdì 13 novembre. Siede su una poltrona giallo senape con le mani incrociate sulle ginocchia, si ravviva i capelli, sistema gli occhiali. Di fronte a lei, Maria Latella, direttore di “A”, le sottopone il caso politico del momento.

L’uomo che il Pd aveva scelto per la presidenza del Lazio ha usato migliaia di euro per pagare droga e prestazioni sessuali.
«È una vicenda dolorosa. Sul piano personale ho rispetto per Pietro Marrazzo, come ne ho per Silvio Berlusconi nonostante le sue vicende private. Un uomo pubblico non può invocare il diritto alla privacy. La vita privata non può essere dissociata dalla virtù che si richiede a un politico. C’è un solo elemento di soddisfazione nel caso Marrazzo: ha provato a mentire per 24 ore. Poi si è dimesso».

Quando ho chiesto a Franceschini se avesse scheletri nell’armadio mi ha detto di no e che questo dà fastidio a più d’uno. Lei ne ha?
«Penso di no».

Si dice che un politico ricattabile faccia comodo. E che spesso faccia più carriera.
«Di sicuro fa comodo. Ma di questi tempi non mi pare faccia carriera».

È ora di mettere fine alla stagione dei veleni?
«Chiudiamo la guerra dei dossier e dei ricatti reciproci. Però non è sufficiente. Posso usare le parole di Veronica Lario? Perché all’imperatore si concede tutto? È grave anche solo che chi ha incarichi istituzionali sottragga tempo, energie e amore agli impegni che ha preso nei confronti del popolo. E che nessuno invochi per cortesia né l’impunità giuridica né l’impunità morale».

Alle sue spalle c’è un crocifisso. Una sentenza della Corte europea chiede che vengano tolti dalle aule scolastiche.
«Rispetto la decisione della Corte, non la condivido. Come ho scritto in un mio libro, citando un commento di Natalia Ginzburg apparso sull’Unità, il crocifisso ci ricorda la prima persona che ha parlato di fratellanza, di capacità di dare la vita per i proprio amici. Non immagino come un simbolo così positivo e radicato nella cultura del nostro Paese possa dare fastidio a qualcuno».

Se fosse maestra elementare toglierebbe il crocifisso?
«Penso che lo lascerei».

Lei è schietta anche con i suoi compagni di partito. Con Francesco Rutelli che, durante il congresso, minacciava di andarsene dal Pd, non ha resistito...
«Gli dissi: se devi andare, fallo subito. Non mi sembrava corretto nei confronti del candidato che sosteneva, Franceschini, ripetere che il Pd sarebbe stato un partito di stampo socialdemocratico. Non sarà così, e questo anche se Rutelli se ne è andato. L’Ulivo e il Pd sono stati la prima risposta alla crisi della socialdemocrazia in Europa. Il cammino verso il meticciato delle nostre culture è in corso da anni».

Essere cattolici porta voti?
«I cattolici votano perché scelgono un’offerta politica. Non cercano un partito identitario. Altrimenti voterebbero tutti Udc. Nell’offerta politica cercano una certa coerenza con i valori in cui credono, almeno me lo auguro. Si dice che alle ultime elezioni abbiano votato prevalentemente Pdl e che stiano entrando in crisi: non solo per le notizie sulla vita privata del presidente del Consiglio ma soprattutto per alcune politiche del governo, per esempio su immigrazione e lavoro. Noi vorremmo che non si abbandonassero al sospetto verso la politica ma fossero attivi nella vita del Paese».

A cena con Tremonti o Calderoli?
«Tremonti: gli chiederei di spiegarmi come si conciliano le varie teorie economiche alle quali ha detto di riferirsi negli ultimi mesi».

Che cosa fa Rosy Bindi quando non fa politica? Guarda il Grande Fratello?
«Qualcuno dirà che non sono moderna, ma proprio non mi attira».

Che cosa, allora?
«Tg e dibattiti politici. Se c’è, anche un bel film. Mi piego persino a Rete4, per vedere I bellissimi. Oppure qualche prodotto italiano, tipo Un medico in famiglia».

Quanto tempo dedica alla sua famiglia?
«Faccio in modo di essere presente».

Tempo fa Lorenzo Cesa disse che i politici trasgrediscono perché sono soli. Quindi lo Stato dovrebbe dare un contributo per far trasferire a Roma le loro famiglie.
«Le nostre indennità ci consentono di far vivere qui le nostre famiglie anche senza contributi aggiuntivi. Ma è vero che i miei colleghi maschietti rimangono spesso vittime di quella solitudine che loro stessi amano costruirsi nella capitale».

Nel 2005 in un’intervista per il Corriere mi ha detto che in Quaresima fa il fioretto di non bere vino. Altre rinunce?
«Faccio qualche dieta, poi le interrompo. Sono un po’ trasgressiva».

Oggi è a dieta?
«L’ho interrotta per festeggiare il risultato del congresso».

Il Foglio ha scritto che Pier Luigi Bersani è noioso e che chi ha votato alle primarie l’ha fatto per disaffezione.
«Ad avere tre milioni di disaffezionati farei l’abbonamento. Bersani non è noioso, è che lo si conosce poco: vive nella realtà più che in tv».

”Non sono una donna a sua disposizione”. L’ha detto lei, rivolgendosi a Berlusconi, in una puntata di Porta a Porta: la frase ha avuto fortuna.

«Esprimeva un sentimento profondo, non solo mio. Come ha detto Bersani, è l’Italia che non è più a disposizione di Silvio Berlusconi».

Vittorio Sgarbi rivendica la primigenitura dell’espressione usata dal presidente del Consiglio: “Lei è più bella che intelligente”.
«Se c’è qualcuno che può essere soddisfatto di cotanta volgarità, lasciamogli pure la primigenitura».


L’intervista completa di Maria Latella all’onorevole Rosy Bindi andrà in onda nella puntata di venerdì 13 del talk show Scusi lei è favorevole o contrario? su Lei (canale 125 di Sky) alle 22.40.


Intervista di Maria Latella
Testo raccolto da Erika Riggi
 12 Novembre 2009
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commenti dell'articolo (2)
  • grande cipì | 30 marzo 2010 02:48:03 fino a quando nel pd ci saranno gente come bindi, bonino, brenno (che nulla hanno a che fare con le 3 B di bontà, bellezza e bravura!) non ridarò il mio voto a sinistra, se ne andassero in pensione (il minimo sindacale per il nulla che hanno seminato in Italia) e lasciassero spazio ai giovani. State a casa e soprattutto Rosy Bindi taci, non ti si puà sentire quando blateri, grazie.
  • renato | 08 dicembre 2009 16:15:26 Desidererei che vestisse in modo piu' elegante e possibilmente non con colori neri.Grazie da un simpatizzante della Sinistra Democratica ex DC.
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