| | | Jessica Alba: "Non ho messo in copertina il mio pancione: è solo per gli intimi"

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Jessica Alba: "Non ho messo in copertina il mio pancione: è solo per gli intimi"

"Il mio corpo ora è più morbido e non voglio che torni come prima". Da A

Jessica Alba: Non ho messo in copertina il mio pancione: è solo per gli intimi

E’ un personaggio interessante Jessica Alba, la brava ragazza intrappolata in un’immagine sexy da bad girl. Per anni è apparsa nelle classifiche delle pin-up più desiderate, ma ha fatto causa a Playboy quando il giornale ha utilizzato senza permesso una sua fotografia seminuda ripresa da un set. Anche la sua storia è interessante. Jessica lavora da quando aveva 12 anni, ha padre messicano americano e madre franco danese, una dura infanzia alle spalle. Insomma, rappresenta una giovane America multirazziale, con le sue contraddizioni, le sue ambizioni, e anche qualche insicurezza. Oggi Jessica ha tutto. Un marito, Cash Warren, anche lui “sangue misto” per incroci yankee e afroamericani, una bimba di due anni, Honor, una casa sulle colline di Hollywood. «Ma quando ho interpretato il serial Dark Angel, hanno dovuto insegnarmi ad andare in bicicletta. Da bambina non ne avevo mai avuta una. Se noi figli volevamo più cose, papà ci portava al confine del Messico a vedere chi aveva molto meno di noi».

Quando ha capito di essere così desiderabile?
«Non mi sono sentita molto femminile per tanto tempo. Tutte le super donne di Hollywood mi parevano più belle e sicure di me. Fino a 18 anni non ho avuto il ragazzo, lavoravo e sognavo: non una casa a Beverly Hills, ma la sicurezza del lavoro d’attrice. Ora, da sette anni sono legata all’uomo che ho sposato, ho 29 anni, e mia figlia ha arricchito il mio corpo, non solo le mie prospettive».

Jessica Alba parla anche di politica. «Sono fiera di essere americana. Il mio è un grande Paese dove, anche se ora c’è recessione, tutti possono lottare per i loro sogni. Mi basta guardare mio padre, e prima di lui suo padre. Messicani nati con poco, tranne la volontà di lavorare. Mio nonno andò al college, crebbe i suoi figli parlando inglese in casa, come mio padre, ma senza mai rifiutare le sue radici. Io mi batto contro gli stereotipi sui latinos perché ritengo che tanti luoghi comuni siano riduttivi. Un paese, e una cultura multirazziale, devono essere tali senza etichette. Barack Obama è diventato presidente per le sue qualità, non perché ha sangue misto. Sono sempre dalla sua parte, anche se mi rendo conto che gli scontri di potere, e i giochi delle fazioni, lo rendono meno determinato di quanto sarebbe. Lui è un uomo con grandi idee».

Lei resta un modello di fascino per le ragazze. È stata dura ritrovare la forma dopo la nascita della bimba?
«Il mio corpo è cambiato e non ho alcuna intenzione di farlo tornare quello di prima con diete feroci. Sono più morbida, più sicura di me e senza alcun complesso. Non vado in palestra ogni giorno, ma seguo un’alimentazione sanissima, pratico yoga e passo tanto tempo con mia figlia e i nostri due cani al parco».

Giovanna Grassi 02 Dicembre 2010
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