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"Io che non vivo senza te"

La coppia scoppia: qualche trucco per ricordare che domani sarà comunque un altro giorno

 Io che non vivo senza te

Psicologia «Un amore, qualunque amore, ci rivela nella nostra nudità, miseria, inermità, nulla» scriveva Cesare Pavese, ben delineando la condizione comune a uomini e donne quando finisce una storia.

Travolti dal dolore e, al tempo stesso, da un profondo cambiamento del proprio essere. Come conferma uno studio, pubblicato su Personality and Social Psychology Bulletin, secondo cui la rottura modifica nei due partner (anche in chi lascia) il concetto di sé. «Abituati a “viversi” in due, diventa difficile riconoscersi fuori dalla coppia, ci si sente più fragili, incompresi, incapaci di piacere» spiega Roberto Cavaliere, psicologo e fondatore dell’Associazione per lo studio e l’intervento sulle dipendenze affettive e relazionali (maldamore.it).

Eppure, anche se la delusione sembra devastante, il mal d’amore (lentamente) guarisce. Si tratta solo di pazientare, mettendo in pratica qualche (egoistica) tecnica di difesa. «Il primo passo per superare questo periodo buio sta nell’accettare che tutto è davvero finito, senza coltivare illusorie speranze» consiglia Cavaliere.

«E poi, bisogna sforzarsi di mettere se stessi al centro della propria vita, recuperando interessi accantonati, amicizie dimenticate. E autostima nei gesti di tutti i giorni».


Da “Io donna”, 10 aprile 2010

Valentina Arcovio
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