Personaggi
Riciclare i giocattoli? Un’ottima scelta
L’obiettivo è risparmiare soldi e spazio. Insegnando ai bambini che i giocattoli usati sono belli e interessanti. Non solo in nome dell’ecologia. Da Io donna

Foto di JeongMee Yoon
Coraggio, genitori: salvare dal cassonetto i giocattoli vecchi è possibile. Così come uscire dal tunnel dell’acquisto inutile. Qualche alternativa c’è, soprattutto online: vendite dell’usato, mercatini benefici, baratti, ricicli e, novità, il noleggio.
L’obiettivo è uno: insegnare ai figli che gli oggetti hanno un valore, il riuso non è un piano B ma una scelta, e il tempo dell’usa e getta è finito. E le alternative sono diverse.
Per i giochi destinati al più rapido abbandono (carillon, apine, orsetti) che in genere durano pochi mesi esiste bambinigiochi.it, un servizio di noleggio che parte in questi giorni. «Siamo i primi in Italia, ci consideriamo una start up» dice con orgoglio Fabio Marastoni, il giovane che, assieme al fratello, sta allestendo il sito. «Ci siamo ispirati a due siti di successo, l’americano babyplace.com e il francese dimdom.fr».
Il noleggio funziona così: ci si abbona per un periodo di qualche mese e si riceve uno scatolone con 4-5 giochi, scelti da un catalogo, che periodicamente vengono sostituiti con altri, senza costi aggiuntivi. «In questo modo si risparmia e non si occupa spazio in casa» dice il neoimprenditore. Assomigliano ai normali cassonetti, ma sono trasparenti e divisi in scomparti. Sono i contenitori di “Rifiuto con affetto” disegnati da Publink, un gruppo formato da tre amiche. «Abbiamo cominciato un paio d’anni fa a Venezia» racconta Maria Zanchi, una delle autrici. «Ora siamo a Mestre e Rovereto, e tra un mese ne inaugureremo cinque a Ravenna». Nei cassonetti Rca (rifiutoconaffetto. it) chiunque può lasciare quello che ritiene inutile, o recuperare abiti, giochi in scatola, pupazzi.
Per chi vuole liberarsi dei giochi compiendo una buona azione, l’appuntamento è a dicembre con il Rigiocattolo, la tradizionale vendita di giocattoli usati che la comunità di Sant’Egidio organizza in tante piazze di una quindicina di città. La preparazione dell’evento inizia mesi prima: peluche e bambole in disuso vengono raccolti nelle scuole e negli oratori dai volontari che spiegano ai bambini il valore dell’iniziativa: il ricavato va a due progetti africani in favore dell’infanzia (info: santegidio.org).
Da “Io donna”, 27 febbraio 2010
Cristina Lacava 27 Febbraio 2010
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