OGGI.IT
| | | Dacia Maraini: "La Callas voleva sposare Pasolini"

Personaggi

Dacia Maraini: "La Callas voleva sposare Pasolini"

Nel suo ultimo libro, "La grande festa", la scrittrice rievoca le persone che hanno segnato la sua vita, dall'amico Pasolini al compagno Moravia

Dacia Maraini: La Callas voleva sposare Pasolini

Ha vissuto la fame nei campi di concentramento giapponesi. Ha conosciuto la crudeltà della mafia siciliana e l’ha descritta in “Bagheria”. Con i suoi romanzi, le poesie e i testi teatrali, Dacia Maraini ha raccontato cinquant’anni di storia del nostro Paese, intrecciandola con la fantasia e l’esperienza personale. Nel suo ultimo libro, La grande festa (Rizzoli), la scrittrice ha deciso di parlare di persone a lei care che oggi non ci sono più, ma che hanno segnato la sua vita di donna e di artista. Da Alberto Moravia, suo compagno per sedici anni, al papà Fosco. Dall’amico Pierpaolo Pasolini alla cantante Maria Callas.

Dacia, nel libro lei dice che credeva di morire prima di Alberto Moravia. Da cosa nasceva questo presagio?
«Perché per me in lui c’era un carattere di eternità. Io ho sempre detto che Alberto e mia madre, che è ancora viva, sono due persone immortali. Ovviamente è una sensazione istintiva, perché poi la ragione ti dice altro».

La vostra relazione è durata dal 1962 al 1978. Che anni sono stati quelli al suo fianco?
«Sono stati anni pieni, bellissimi. Abbiamo fatto molte cose insieme. Soprattutto tanti viaggi».

Parliamo del suo amico Pier Paolo Pasolini. Lei dubita del fatto che possa essere stato Pelosi da solo a ucciderlo. E fa riferimento ai servizi segreti e ad altri poteri occulti. Perché avrebbero vovuto eliminare Pasolini?
«Perché Pierpaolo era un uomo molto coraggioso, che ha denunciato molti dei mali italiani. L'espressione “processo al palazzo” l'ha inventata lui, per dirne una. Da ultimo sapeva qualcosa più degli altri sulla morte di Mattei. Stava scrivendo un libro sull’argomento. Dopo la sua scomparsa, il manoscritto non si è mai trovato. Oggi non si sa chi l’abbia fatto sparire. C'è qualcosa che ancora non è chiaro. Non so chi sia il responsabile dell’omicidio di Pierpaolo. Però sono certa che Pelosi quella notte non fosse solo, come lui stesso ha ammesso».

Lei ha conosciuto bene anche Maria Callas. È vero che avrebbe voluto convertire Pasolini all’eterosessualità? Addirittura sposarlo?
«Sì. Maria voleva “guarirlo” dall’omosessualità. La sua era un’idea piuttosto infantile. A cinquant'anni le persone non cambiano le proprie tendenze sessuali. Pierpaolo l'amava molto, ma in maniera platonica. Per lui il rapporto con Maria non era basato sulla sessualità, ma solo sul sentimento».

Mi ha colpito molto leggere nel libro che lei sarebbe disposta a togliersi la vita prima di consegnare il suo corpo mutilato a una badante. Cosa pensa del gesto del giornalista Lucio Magri, che pochi giorni fa si è recato in Svizzera per farla finita?
«È difficile giudicare un gesto così estremo. Io penso che una persona disperata abbia il diritto di morire. Non fa male a nessuno. Personalmente avrei provato a fermarlo. Ma la vita appartiene alla persona che ce l'ha. E nessuno può decidere per lui».

Dacia, perché ha intitolato “La grande festa” un romanzo in cui parla di persone che sono scomparse?
«Il titolo è un omaggio al filosofo francese Philippe Ariès e al suo libro “Storia della morte in Occidente”. Lui dice che nei popoli antichi il tempo del trapasso era un grande momento collettivo in cui tutti si riunivano intorno al letto del morente e gli facevano sentire la vicinanza, l'affetto, la pietà. Una cosa che adesso non c'è più. Perché oggi si muore da soli, con le macchine. A suo tempo la morte diventava addirittura una grande festa. Nel mio libro, infatti, cerco di presentare la fine della vita come qualcosa di naturale».



Salvatore Coccoluto - 06 dicembre 2011
Stampa A a
POTREBBE INTERESSARTI ANCHE
SPECIALI E CONCORSI
Io Donna
leiweb consiglia
leiweb promotion
buy now