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Moni Ovadia: "La pace tra palestinesi e israeliani? Affidiamola alla comunità gay"

L'attore e scrittore esprime il suo punto di vista sulla questione mediorientale

Moni Ovadia

Moni Ovadia Foto Martina Cristofani

Attore, scrittore, cantante. Fin dai suoi esordi Moni Ovadia ha raccontato, prima in teatro e poi con i suoi libri, “il vagabondaggio culturale e reale” della sua gente: il popolo ebraico. Con il libro Il popolo dell’esilio (Editori Riuniti) ha deciso di spiegare la sua posizione sulla questione mediorientale. Il suo punto di vista ha suscitato nella comunità ebraica parecchio disappunto che, pochi giorni fa, persone tuttora anonime hanno pensato di manifestare con uno striscione polemico. Abbiamo parlato di questo e di altro con Moni Ovadia, il quale ci ha chiarito le sue idee sul conflitto arabo-israeliano e ha proposto una soluzione provocatoria.

Ovadia, partiamo da questa sua affermazione: Israele ha paura della pace. Secondo lei, chi ha timore della pace? E soprattutto, perché?
Esistono diverse persone che hanno paura che si concretizzi il processo di pace. Gli ultimi governi israeliani non stanno costruendo niente. Addirittura pare che l’ex direttore del Mossad abbia affermato che il primo ministro Netanyahu e il ministro della Difesa, Ehud Barak, siano gli incendiari della pace. La distruggono. C’è una logica strumentale nel loro atteggiamento. Dietro si nasconde anche l’ambizione di fare carriera. Credo che l’attuale classe dirigente abbia non solo paura della pace, ma pensi che l’unica soluzione sia l’uso della forza. E non di certo la trattativa.

Nel libro afferma che, sia in Israele che nei Territori, c’è una piccola parte della società israeliana che ha già fatto pace con i palestinesi: si tratta della comunità gay e lesbica. Come spiega questo fenomeno?ForumQuestione mediorientale: la soluzione di Moni OvadiaPartecipa
Questa situazione la mostra il magnifico film La città dei muri invisibili, che parla della condizione della comunità gay e lesbica in Israele e nei territori. Per loro è una situazione difficile. Ci sono coppie miste, israeliani che stanno insieme a palestinesi, e tra di loro discutono animatamente, ma sono legati da questo sentimento umano che nasce dall’amore. E questo permette loro, anche con opinioni diverse, di convivere, di volersi bene, di amarsi. Si dovrebbe prendere esempio da loro. Magari affidare le trattative di pace alla comunità gay e lesbica.



Salvatore Coccoluto - 14 giugno 2011
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