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Emma: grazie Kekko, vincerò il Festival

Nell'intervista esclusiva rilasciata ad "A" alla vigilia di Sanremo 2012, la trionfatrice preannuncia la sua vittoria. E ringrazia il cantante dei Modà che ha scritto per lei "Non è l'inferno"

Emma: grazie Kekko, vincerò il Festival

foto Simone Falcetta per A

Quando canta è disarmante, quando parla pure. Non si corre il rischio di ascoltare frasi fatte, risposte costruite a tavolino, diplomatiche ambiguità. Dice quello che pensa, ed è una cosa rara per un artista, soprattutto giovane. Non teme di sembrare arrogante, non cerca consensi, non ha paura di criticare i fan. Emma è famosa da due anni ma sembra che sia venuta al mondo così. È nata a Firenze ma è cresciuta nel Salento, ha 27 anni, ha vinto Amici, è arrivata seconda a Sanremo, è prima negli incassi con Benvenuti al Nord, film in cui recita e di cui canta la colonna sonora, ha sconfitto il tumore due anni fa, è forte e insicura, ha ottenuto due dischi multiplatino e uno di platino, ama il ballerino di Amici Stefano De Martino (non parla volentieri del privato, qui fa un’eccezione) e parteciperà al prossimo Festival della canzone dal 14 febbraio su Raiuno.

Va per vincere?
«Vado per cantare bene, se scappa la vittoria non la butto via. Vado per dimostrare a chi ancora mi considera la ragazzetta costruita di Amici, che non c’è trippa per gatti».

Tra i ragazzi che vengono dai talent c’è anche Noemi.
«Non ho mai capito come mai X Factor sia sempre stato visto in modo diverso, più elevato culturalmente rispetto ad Amici, forse perché loro li vestono da strafighi e noi andiamo in giro con le tute come fossimo i Sette Nani. Sa, è più difficile venir fuori da una tuta che da un abitino da stilista. Ma io dormo su sette cuscini, sono serena. Non mi sento da meno rispetto a nessuno degli altri partecipanti. Verso alcuni, come Samuele Bersani, nutro rispetto, ho da imparare. Verso altri sinceramente no. Sono schietta, se incontro qualcuno che mi sta sulle palle non saluto».

Chi le sta sulle scatole?
«Più che altro sono indifferente».

Cosa pensa di Nina Zilli, in gara con lei?
(Ride)«Perché fa proprio quel nome? Sono più per le amicizie che per le inimicizie. L’anno scorso al festival facevo le quattro di notte tutte le sere mentre gli altri artisti andavano a letto alle undici. Giravo per la città come un’anima in pena e non trovavo nessuno. Affogavo i miei pensieri nell’alcol (ride). Non riuscivo a dormire per l’adrenalina. Riposavo due ore. Sul palco ero a posto. Reggo bene gli orari e i bicchieri di vino. Ma il resto dell’anno mangio bene, molto sano, non esagero».

Parliamo della canzone, Non è l’inferno. Secondo Gianni Morandi è lo sfogo di un uomo tradito dal suo Paese.
«Gianni non ha capito molto… È la lettera di un nonno, un nonno d’Italia, un anziano che ha vissuto i momenti davvero bui del nostro Paese, le guerre, la fame. E questo nonno dice: “Ok, abbiamo superato tutto questo, supereremo anche il resto”. Non è un uomo che attacca l’Italia, lancia un messaggio positivo. Appunto: non è l’inferno».

Tema attuale.
«Cerchiamo di guardarci in faccia e di capire cosa possiamo fare tutti quanti. L’Italia siamo tutti noi, che poi ci sia un governo a darci delle direttive è giusto, se no saremmo nell’anarchia, come le scimmie sugli alberi. Noi italiani tendiamo a essere esterofili. Ma andate un mese in America o in Francia a vedere come si vive. Non hanno nemmeno il bidet. Sono rimasta sconvolta. Perché dobbiamo sempre sminuirci rispetto all’Europa e al mondo? L’Italia ha creato l’architettura più bella, la scrittura più bella, abbiamo avuto Dante».

Il suo grido a chi lo rivolge?
«A tutti. Dobbiamo sentirci tutti colpevoli e artefici del destino. Non è una canzone che tende alla polemica».

Allora perché già si dice: “La canzone di Emma farà discutere?”.
«Forse perché la canto io. Da una di Amici si aspettano la solita canzoncina d’amore, invece mi presento con un testo impegnativo su temi sociali. Se la cantasse Vecchioni sarebbe diverso. Ma a Sanremo deve essere giudicata la canzone, vorrei rompere gli schemi. Kekko dei Modà ha scritto questo brano per me, mi ha dipinto questo vestito addosso».

L'anno scorso con i Modà era arrivata seconda e aveva dedicato il premio a se stessa. Se quest’anno dovesse vincere a chi dedicherebbe Sanremo?
«Probabilmente il mio pensiero andrebbe a una persona che non c’è più. Mio cugino Leandro che è morto un mese prima di Marco Simoncelli nello stesso modo di Marco. Aveva 23 anni. Ha sempre creduto nelle mie capacità ed è venuto a mancare troppo giovane. Ogni anno veniva ai miei concerti e mi faceva la critica dei dischi. Era un mio grande fan».

Tra i concorrenti c’è un suo idolo?
«Loredana Bertè. Un mito, con lei si fanno grandissime risate, mi vuole bene e mi stima. È più imprevedibile di Celentano. Gigi D’Alessio, che canta con lei, non so come farà a domarla».

La vedova Battisti non vuole che lei e Noemi – come previsto – rifacciate i brani scritti dal marito la sera del venerdì. Questa presa di posizione la fermerà?
«No. La signora Battisti ha sofferto per la morte di suo marito. Se soffri così profondamente non sei totalmente lucida nel dire delle cose, non mi sono sentita attaccata personalmente, non mi conosce. Io canterò lo stesso e magari la signora, dopo, sarà piacevolmente colpita».

Il giovedì, la sera dei duetti, canterà con Alessandra Amoroso, altra stella di Amici. I suoi fan, però, non approvano.
«I fan di Alessandra, più che i miei, sono stati un po’ offensivi. Tipo: “Certo, ti sei presa la Amoroso per vincere, come ha vinto Scanu”, “Lo fai per il televoto”, “Alessandra deve gareggiare per i fatti suoi, tu che c’entri?”. Veramente in gara ci sono io. Io ho fatto questa scelta perché da due anni tante persone sono desiderose di vederci duettare. Veniamo dalla stessa terra, le nostre famiglie si conoscono, per me è un’amica vera e una grande cantante. Questi attacchi nascono da persone che hanno 15 anni. Se tu, a 15 anni, ragioni peggio di un discografico che mi fa i conti in tasca sul televoto, cosa sarai a trenta? Cosa mangi, pane e Satana? Alcune quindicenni fanno paura. Vedono il marcio dove non c’è».



Alessandra Menzani - 03 febbraio 2012
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commenti dell'articolo (4)
  • elisa | 07 febbraio 2012 15:41:21 bellissima intervista però oltre a due multiplatino e un platinoo c'è anche Sarò Libera che è Disco D'ORO!
  • elisa | 07 febbraio 2012 15:41:19 bellissima intervista però oltre a due multiplatino e un platinoo c'è anche Sarò Libera che è Disco D'ORO!
  • Grazia | 06 febbraio 2012 18:35:17 Bellissima intervista...ma i trentenni non sono tutti dei falliti, molti lottano ogni giorno per assicurarsi un'esistenza dignitosa...
  • vale1 | 03 febbraio 2012 18:16:00 grande Emma io lo comprato il giornale, complimenti Alessandra gran bella intervista, non è la solita, è venuta fuori la vera Emma o meglio Emmanuella, disarmante, arrogante per nascondere una enorme fragilità, ma soprattutto una donna vera e un artista che ha combattutto contro mille pregiudizi mi ha colpito il racconto dei suoi genitori che non avevano la macchina per andare in ospedale e, anche il discorso sulla chiesa mi è piaciuto.certamente non alla ricerca di facili consensi..brave ragazze siete grandi sia tu che hai fatto l'intervista che Emma..
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