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Cappello

Sulla vera natura del cappello

È esibizionista, prepotente, patrizio - Si indossa, portarlo non basta - Ripaga chi gli tiene testa. Di Daniela Bianchini, Direttore di Amica

Sulla vera natura del cappello

Photos: Amica

È esibizionista, prepotente, patrizio - Si indossa, portarlo non basta - Ripaga chi gli tiene testa.

Quando una signora sensata e di modi appropriati prende la decisione impegnativa (lo è) di mettersi il cappello, deve prima mettersi in testa una cosa importante: i cappelli sono vestiti per la testa.

Saperlo è d’obbligo, prenderne coscienza liberatorio.

Che si decida di portarlo per vanità - ed è il motivo migliore; per necessità o per obbligo se il cappello è un abito degli abiti ha il carattere, e ne condivide la natura originale, capricciosa, proterva.

La prima decisione che una signora sensata e di modi appropriati deve prendere con sincera serietà quando si mette il cappello è se vuole farci i conti con questo abito, oppure no.

Dal no derivano le signore che portano il cappello, dal sì le signore col cappello.
C’è una bella differenza.

Le signore che portano il cappello hanno deciso di fregarsene del suo carattere difficile, di ficcarselo in testa senza pensarci su, di sfruttare la sua natura strumentale e tanti saluti.

Sono orgogliose della loro decisione e non ci provano neanche a imitare quelle signore esperte e raffinate che il cappello lo indossano come una seconda capigliatura.

Le signore che trattano il cappello come un vestito tengono sempre la testa alta e in asse; quando si sfilano il cappello - e in pubblico accade di rado, mica ci si denuda in giro con leggerezza - lo prendono con due mani, sulla tesa, e lo sollevano con delicatezza, lo appoggiano accanto a sé senza scomporlo, e senza scomporsi.

Imitare queste signore è fuori questione: portatrici sane di cappello si è, non nel senso che lo si nasce - qualcuna sì - ma nel senso che lo si diventa per decisione e impegno personale, solitario, originale. Però, la perfezione è un piacere da guardare, e si può sempre imparare. Meglio iniziare d’estate, la paglia pesa meno del feltro.

Si deve cercare la propria strada e cominciare a divertirsi (le donne col cappello sono sempre signore di bell’umore e piacevole compagnia).

Due o tre cose che bisogna sapere.

La prima:
il cappello è una delle poche cose, anzi l’unica, che giustifica un po’ di invidia tra donne, più dei gioielli e senz’altro più degli uomini.

La seconda:
con i cappelli come con gli uomini, di fronte a quello sbagliato bisogna avere il coraggio di andare fino in fondo e portarselo fin dove si può.

La terza:
l’accessorio che concettualmente assomiglia di più al cappello sono i guanti, che però si lasciano portare con totale incoscienza. Il cappello no, è prepotente, capriccioso, petulante, esibizionista, permaloso.

Una donna col cappello è meravigliosa; una volta domato, il suo cappello la riconosce come una signora, e la serve.

Daniela Bianchini
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