
Ernesto Esposito
Quattro centimetri di tacco. Una misura a prima vista dominabile con facilità. Non è così. Dice la geometria che in quattro centimetri si nascondono infiniti punti, le donne lo confermano.
C’è il mezzo tacco, scritto separato, secondo i medici misura aurea di salute, per le donne costrette a portarlo una iattura da compensare con qualche accorgimento che salvaguardi il sex appeal; e c’è il mezzotacco, scritto tutto attaccato, che è invece una categoria dell’essere, un banco di prova per il potenziale comunicativo-allusivo che solo le donne sanno dare al vestire.
È il mezzotaccotuttoattaccato la sostanza, l’altro è solo un accidente, una comodità che è bene concedersi ogni tanto. Il mezzotaccotuttoattaccato è un oggetto ontologico che si specifica in sottocategorie talvolta molto sottili, tutte ad alto contenuto significante.
Il mezzotacco dichiarativo
Il mezzotacco dichiarativo esibito con volitiva naturalezza comunica solidità conquistata e non negoziabile; trasmette una presa di possesso del territorio. Chi porta quel mezzotacco cartesiano, base larga-linee diritte (ogni allusiva obliquità è esclusa), non concederà sconti a chi indugia con lo sguardo sui suoi quattro centimetri: prendere o lasciare.
Il mezzotacco assertivo
E' il mezzotacco di un mocassino punta media, senza fibbia o inutili cuciture a vista, suola solida ma di cuoio classico, o di una décolletée di media misura, scollo medio, aggiunge alla dichiarazione di indipendenza un’aspirazione egemonica: prendere e ritenersi fortunati, astenersi incerti.
Il mezzotaccodissimulativo
E' un mezzotacco a rocchetto, leggermente a spillo ma subito aperto verso il terreno confonde le carte della seduzione; quasi sempre annuncia un’anima a spirale: “Che ti starò dicendo?” è il malizioso messaggio. Rispondere non è rischioso, ma può rivelarsi deludente, soprattutto per i pragmatici.
Il mezzotacco ingannatore E' un tacchetto nascosto sotto la scarpa a qualche distanza dal bordo, magari un po’arrotolato, trasformato in una pallina o in qualche altra barocca diavoleria, sempre da cercare con gli occhi, è come un gancio. Dà vita a una camminata che sembra sospesa nell’aria e invece è infilata nel terreno come un chiodo.
Queste donne dal mezzotacco ingannatore giocano anche con il classico, e lo portano con la stessa perversione (che non sfugge all’occhio esperto). Fidarsi è lecito, e assai rischioso.
Daniela Bianchini10 Settembre 2009