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moda p/e 2013

Louis Vuitton. Damier a colonna

Marc Jacobs fa un omaggio al Damier, uno dei simboli della Maison, dedica la collezione a Yves Carcelle, il presidente che lascia, lavora con Daniel Buren all'allestimento e costruisce abiti in linea retta

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Louis Vuitton P/E 2013

Louis Vuitton P/E 2013 IMAXtree.com/Gammarota-Grillo

Sfilate donna Primavera/Estate 2013, Parigi.

Les Deux Plateau è un'opera composta da 260 colonne tronche ad altezza diversa, commissionata nel 1985 dall'allora ministro della Cultura Francese Jack Lang allo scultore Daniel Buren per eliminare un parcheggio all'interno della Cour d'Honneur du Palais Royal. Buren ha sistemato le colonne in marmo bianco e nero come su una specie di scacchiera che i passanti possono utilizzare, saltando da una colonna all'altra, come passatempo ludico, con una regressione infantile prevista dallo scultore.

Richiamata alle colonne di Buren, che firma anche l'allestimento all'interno della Cour Carré di Louvre, è la linea della collezione primavera-estate 2013che Marc Jacobs firma per Louis Vuitton. E alla scacchiera del marchio, il famoso Damier che molti storici della moda vogliono ancora precedente alla nascita del Monogram, è dedicata la sfilata. Anche per un duplice motivo: il Damier fu reintrodotto nella produzione di Louis Vuitton grazie alla insistente intuizione di Yves Carcelle, lo storico manager del marchio che è arrivato alla presidenza e che, proprio alla fine di quest'anno, lascia la carica a Jordi Costance per assumere la presidenza della Fondation Louis Vuittonpour la création che, proprio con l'arrivo di Carcelle, inaugurerà la sede nel Bois de Boulogne a Parigi, progettata dall'architetto Frank Gehry.

Quindi, Jacobs firma una collezione con molti omaggi e la dedica a Carcelle per tutti gli anni passati da Vuitton. Lo fa con una semplicità di linee e di riferimenti che riafferma il suo nuovo corso stilistico già osservato all'inizio di settembre a New York per la sua collezione. Più disegno e meno styling per un creativo che fino a ora aveva abituato il suo pubblico alle sovrapposizioni di riferimenti che si realizzano in sovrapposizioni di stili e capi diversi. Questa volta no, Jacobs sceglie anche per Vuitton di provare con linee affusolate, a colonna, ma lavora sulle superfici: il Damier viene stampato su abiti e giacche, colorato in bianco e giallo, bianco e nero, bianco e verde, bianco e marrone o anche lavorato con una tecnica di devoré per ottenere quadrati di trasparenza alternati a quadrati opachi.

Lasciato il Damier, Jacobs si concentra su una sola stampa, un fiore che si stacca a contrasto sul colore a blocco, e sul Tuffettage, una tecnica ricavata dalla lavorazione dei tappeti che si trasferisce come ricamo su abiti e sulla pelle. La sfilata assume così carattere ludico proprio come riferimento all'opera du Buren da cui è partita l'ispirazione.



di Michele Ciavarella (Parigi) - 03 ottobre 2012
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