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Russell Crowe: "Non mi fido dei giornalisti"

«Da trent’anni sono braccato e molestato così cerco di star lontano dalla stampa» dice l’attore che interpreta il ruolo di un reporter in “State of play”.

Russell Crowe:

Foto da Io donna

"State of play" viene da una serie della "Bbc" di strepitoso successo, è diretto da Kevin Macdonald - quello di "L’ultimo re di Scozia" - che ha fatto il giornalista e il documentarista; è interpretato da Russell Crowe(vecchia scuola), Rachel McAdams (nuova leva), Helen Mirren (il direttore e tutte le battute migliori: «Un giornalista non ha amici, solo fonti»), Ben Affleck e Robin Wright Penn.

"Io donna" ha incontrato la strana coppia di protagonisti.
Rachel, canadese, un esordio italiano, un curriculum da eroina romantica. Russell, australiano, ruvido, manesco e, secondo Macdonald, «forse un po’ riconciliato con i giornalisti, dopo aver girato il film. Sì, perché Russell pensa che eroismo e giornalismo siano termini in contraddizione».

Russell Crowe, davvero ha cambiato idea sui giornalisti dopo il film, come sostiene il regista?
«Stronzate».

Ci odia ancora?
«Non è questione di odio. Ma sono trent’anni che sono braccato, molestato e tradito da gente come lei».

Di chi si fida nella nostra categoria? Da chi prende le notizie?
«Sono della vecchia scuola, mi piace sfogliare i quotidiani, ma da tempo non credo a una parola di quello che leggo ».

Ha appena compiuto 45 anni. Più saggio rispetto ai furori giovanili?
«Più felice. Molto di più. La mia vita sta attraversando un buon momento. La mia famiglia, i miei figli mi rendono felice e il lavoro va bene. C’è meno dolore nella mia vita di ogni giorno, perché ho imparato ad accettare alcune cose».

Paola Piacenza

L’intervista completa su “Io donna”, 18-24 aprile 2009
17 Aprile 2009




by ComingSoon.it