HOME > People e News > Cinema e Tv > "Verrò in Italia a veder giocare il Milan"

Cinema e Tv

"Verrò in Italia a veder giocare il Milan"

Tom Cruise non è un tifoso dei rossoneri, ma di David Beckham, che considera una persona speciale.

Foto da Io Donna

Prima di incontrare Tom Cruise di persona bisogna sottoporsi ad attento monitoraggio da parte della legione di avvocati che ne controllano anche il battito cardiaco. Per cominciare si deve vedere il suo ultimo film, "Operazione Valchiria".

Poi si deve sottoscrivere un documento nel quale si ammette di essersi divertiti: se il film non ti è piaciuto, non c’è ragione di incontrare Tom.

Infine bisogna prendere visione di una dichiarazione legale resa da Scientology, la chiesa (setta?) di cui l’attore è promoter, e molti dicono ormai anche leader indiscusso: la lettera rivela che Scientology non è mai stata bandita dal territorio tedesco, come alcune informazioni tendenziose avrebbero fatto pensare. Ne diamo notizia, come promesso.

Mister Cruise come vuole cominciare?
«Vorrei parlare di calcio e del mio amico David Beckham che si è trasferito a Milano».

Verrà in Italia a fare l’ultrà del Milan?
«In Italia vengo sempre volentieri e mi piace andare allo stadio. Farò il tifo per David. Quand’ero ragazzino ho giocato a pallone, ma ero scarso come tecnica».

Mister Cruise, parlando invece di cinema, pare che lei abbia la tendenza a finire regolarmente in qualche controversia. Ogni due anni qualcuno è disposto a dire che lei sia finito.
«È stata così tutta la mia vita. Feci "Cocktail" e scrissero che incitavo i minori a ubriacarsi. Feci “Nato il 4 di luglio” e “Rain Man” e sancirono che sarebbero stati la mia tomba professionale. Ci sono allenato e non mi preoccupo più di tanto. Ora un gruppo di estremisti contrari alla mia religione ha creato un tam tam contrario al mio ultimo film».

Anche sulla sua vita personale.
«Sicuro. Ma io sono tranquillo. Ho appena traslocato a New York per stare vicino a Katie che recita a Broadway (Holmes, la moglie, ndr), perché ho un forte senso della famiglia. Sono un tipo semplice, non esco la sera».

Fare film in un momento così cupo. Che senso ha? E quali speranze può nutrire l’America?
«Abbiamo vissuto per molto tempo circondati da cinismo. E glielo dice uno che vive in un ambiente dove ce n’è in abbondanza. Ma se guardiamo al Presidente appena eletto, si capisce che la maggioranza della gente ha votato pensando ai propri figli e al proprio futuro. Credo che oggi più che mai la gente chieda una fonte di ispirazione, dai leader, ma anche dai film. Tornando ai valori fondamentali. Per me sono l’amore per mia moglie, per mia figlia Suri, per il mio lavoro. Questa è la fonte d’ispirazione».

Riccardo Romani

L’intervista completa su “Io donna”, 17-24 gennaio 2008



CORRELATI

AtCasa
Un’esplosione di fiori
Trucchi e consigli per realizzare composizioni floreali
by ComingSoon.it