Il concertodi Radu Mihaileanu
con Alexej Guskov, Dimitrj Nazarov, Mélanie Laurent, Miou Miou, Valerij Barinov, François Berleand.
La trama Epurato ai tempi di Brežnev, il direttore d’orchestra Andrej Filipov (Guskov) oggi lavora come addetto alle pulizie del Bolshoi dove una sera intercetta un fax del Théatre du Chatelet che cerca un’orchestra per un concerto a Parigi. E Filipov comincia a coltivare l’idea di accettare in proprio l’invito, magari ricostruendo un’orchestra con i vecchi musicisti epurati perché ebrei…
Il commento Scandito da un ritmo invidiabile, costruito con un crescendo che stupisce per invenzioni e colpi di scena (anche se nel finale non tutto funziona alla perfezione), il nuovo film di Mihaileanu è un tipico esempio di quel “cinema medio europeo”, attento alle richieste del pubblico ma capace anche di non cedere alle lusinghe della farsa, che non ha paura delle sfide tecnologiche che arrivano da Oltreatlantico.
Il segreto è per prima cosa in
una sceneggiatura capace di reggere la surreale situazione di partenza (un gruppo di musicisti fuori forma e fuori età che si spacciano per l’orchestra ufficiale del Bolshoi) e di ironizzare su tutto e su tutti: dai neo-comunisti che si organizzano da soli le manifestazioni dei supporter (e al suo “campione” interpretato da Valerij Barinov il film regala un paio di battute indimenticabili) alle manie di grandezza dei nuovi oligarchi fino allo “spirito commerciale” degli ebrei. Riuscendo così a divertire con
garbo e intelligenza.
Paolo Mereghetti
An education **di Lone Scherfig, con Carey Mulligan, Peter Sarsgaard.
DRAMMATroppo in gamba per Twickenham dove vive con i genitori in attesa di una borsa di studio per Oxford, Jenny sceglie la scorciatoia del disinvolto corso accelerato alla vita offerto da un bon vivant quarantenne. Il compromesso seduce e garantisce l’affrancamento dalla condizione piccolo-borghese.
Ricostruzione accurata dell’Inghilterra pre-swinging. E Nick Hornby, che sceneggia, quando parla di vita sofisticata e facile, sa quello che fa.
Vittoriano.
Baciami ancora*
di di Gabriele Muccino, con Stefano Accorsi, Vittoria Puccini
COMMEDIANon è cambiato granché nell’universo mucciniano da quando i due protagonisti di L’ultimo bacio si sono lasciati strepitando.
Pasotti torna da un’esotica galera col codino, Santamaria si impasticca, Accorsi, che non ha mai smaltito la sua rabbia, somatizza e riprova la via della monogamia senza successo. Relazioni mortifere, dialoghi impossibili, misoginia slatentizzata. Fosse stata una fiction...
Contemporaneo.
Paranormail Activity**di Oren Peli, con Katie Featherston, Micah Sloat
HORRORVittimizzata per anni da un demone, Katie mette su casa col fidanzato Micah in un sobborgo di San diego. La presenza si manifesta senza effetti speciali, perché il film è a basso budget come Blair Witch Project e perché la regola, vecchia ma mai superata, è che spaventa di più quel che non si vede. Micah monta una telecamera e sparge il talco per terra per stanare il mostro, inquadra la sua ragazza in primo piano quando è presa dal terrore e le studia tutte per non lasciare mai il tinello stregato. Minimalista.
Minimalista.
Paola Piacenza06 Febbraio 2010