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L’Ultimo bacio parte seconda

Al cinema dal 29 gennaio il sequel del film di Gabriele Muccino. I cinque protagonisti raccontano com’è andata

Claudio Santamaria e Sabrina Impacciatore in una delle scene di


Claudio Santamaria e Sabrina Impacciatore in una delle scene di "Baciami ancora", nuovo film di Muccino

Ritrovarsi per un’intervista con Stefano Accorsi, Marco Cocci, Pierfrancesco Favino, Giorgio Pasotti e Claudio Santamaria (tutti insieme) è un po’ come capitare in mezzo a un raduno di ex alpini: li incontriamo per Baciami ancora (al cinema il 29 gennaio), atteso sequel dell’Ultimo bacio di Gabriele Muccino, e sembra che abbiano appena finito di girare qualcosa a metà tra Amici miei e Animal house.

Accorsi tenta una citazione semicolta (una canzone d’amore del cantautore francese Benjamin Violet) e gli altri si prendono a gomitate, chiedi a Pasotti del suo primo libro (Dentro un mondo nuovo, Mondadori, esce il 19 gennaio) e il resto del gruppo sbotta in una risata («Hai scritto un romanzo?? Ma che cc’avevi da raccontà??»), riprovi con Accorsi - come ha reagito al rifiuto di Giovanna Mezzogiorno di girare Baciami ancora (al suo posto c’è Vittoria Puccini) ed ecco gli amici pronti a soccorrere l’ex compagno dell’attrice che tace imbarazzato:
«Guarda, non so se si è capito, siamo un gruppo piuttosto maschilista, per noi la Mezzogiorno, la Puccini, pure te se vuoi, non cambia niente, è uguale...», «perché, ci sono donne nel film?».

L’Ultimo bacio fu accolto come il ritratto azzeccato dei quasi trentenni di dieci anni fa. Fu anche il film che consacrò Gabriele Muccino e un gruppo di giovani attori che ritroviamo in Baciami ancora alle soglie dei 40: sempre problematici ma un po’ più presenti a se stessi.

Nel nuovo film Favino è sposato, Accorsi papà separato; i tre che erano andati via sono tornati.
Santamaria: «Erano partiti per un sogno ma non l’hanno trovato. Ora quel sogno è sparito, non hanno speranze. Oddio mi sto deprimendo».

Favino: «Anche noi».

Gabriele Muccino ha detto che Baciami ancora è meno cinico e più ottimista dell’Ultimo bacio.
Accorsi: «È vero. I personaggi cercano di rimanere disperatamente in contatto con se stessi. Si ascoltano, seguono le loro emozioni, anche se forse non hanno gli strumenti per capire che cosa sta succedendo mentre sta succedendo, come capita a quasi tutti. Desiderano riappropriarsi della propria vita liberandosi dalle convenzioni che in qualche modo ti spingono a fare determinate cose anche se non vuoi. Tradire, per esempio: a volte lo si fa perché “si fa così”, non perché lo vuoi davvero. È un po’come capita negli spogliatoi di calcio: gli altri scherzano e ridono e tu ti senti fuori posto, pensi “io però non mi diverto, a me non fa ridere, non me ne frega niente”. Ci sono schemi che molta gente rispetta, e poi c’è il cercare l’autenticità della propria vita. Per questo il film di Gabriele parla a tutti: anche chinon riesce a cercare l’autenticità sente che vorrebbe farlo».

Favino: «In fondo è un film su gente coraggiosa. Ci vuole coraggio per vivere senza lasciarsi condizionare dall’esterno. Per guardarsi dentro e dire: non me ne importa niente di avere tanti soldi, belle macchine e molte donne».

Pasotti: «È come dire: si ricomincia. Ognuno ha capito quale potrebbe essere il suo obiettivo e lo rincorre».

Voi avete capito qual è il vostro?
«Noi? Ma che scherzi? Noi ci ispiriamo a Clint Eastwood, cominciare tardi e continuare fino a tardissimo».

Santamaria: «Si aspetta sempre l’illuminazione, qualcosa di straordinario dietro l’angolo».

Ma in questi dieci anni sarà pur cambiato qualcosa.
Accorsi: «Per esempio si è capito che quando menti fai male soprattutto a te stesso. La menzogna non cambia niente. Non serve».

Favino: «O ti porta dove non vuoi».

Accorsi: «Oltre a questo, a trent’anni tutti tengono aperta una via di fuga, una porticina segreta...».

Pasotti: «Be’ in realtà ce l’hai sempre, un piano B, anzi a 40 inizi ad avere anche quello C, D, E... A parte Marco che il piano B lo mette in pratica».

Cocci: « Sì, in effetti io ero già così, non ho fatto nessun tipo di percorso da attore per interpretare Alberto nell’Ultimo bacio. Poi per fortuna negli anni la mia vita privata è migliorata».

Nel senso?
Cocci: «Il personaggio non mi corrisponde più. Mi sono fidanzato».

Lo sa che una delle battute dell’Ultimo bacio più citate in rete è sua?
Cocci: «Davvero?»

Sì: “È la fedeltà la vera utopia”. Siete d’accordo? È questa la parte più difficile dello stare in coppia?
«No. La vera fatica è mantenere la freschezza del rapporto, la quotidianità: si litiga sulle piccole cose di tutti i giorni».

Favino: «Vabbè ma per Accorsi non vale, lui ha la Casta».

Santamaria: «Ma no, Accorsi ancora non ci crede, tutte le volte che lei gli passa davanti lui pensa ammazza oh, ma questa sta con me?”».


L’intervista completa su “Io donna”, 16 gennaio 2010
Anna Maria Speroni15 Gennaio 2010




by ComingSoon.it