Una leggenda sfatata. Ovverosia quella secondo cui gli uomini del centrosinistra non sono dediti a certe pratiche.
All’inizio furono Adamo ed Eva. Nel senso di Nicola Adamo ed Eva Catizone. Lui allora segretario dei Ds calabresi, lei sindaco di Cosenza. Un giorno Eva annunciò che sarebbe diventata madre di un bambino senza specificare chi fosse l’altro genitore. Lui, che era sposato, prima fece finta di niente, poi confessò di essere il padre del nascituro. Correva l’anno 2004, Adamo, che non voleva quel figlio, rifiutò ogni responsabilità e nel volgere di 12 mesi si vendicò di Eva, sfiduciando la sua giunta.
Cambio di scena. Bologna, 2009-2010:
la signora Cinzia Cracchi si vendica del sindaco Flavio Delbono raccontando a magistrati e giornalisti ciò che in città sapevano un po’ tutti, e, cioè, che il primo cittadino amava le donne e aveva un tenore di vita al di sopra delle sue possibilità. Delbono per la Cracchi aveva lasciato una moglie incinta. Poi si era stufato anche di quella relazione. Lei aveva capito che era finita quando lui le aveva disattivato il bancomat che le aveva regalato, e da cui si potevano attingere i soldi di chissà chi, e l’aveva spedita a fare la centralinista. «Allucinante, prima l’aveva messa a capo della sua segreteria e poi quando ha troncato la relazione le ha tolto i gradi e l’ha spedita a fare un lavoro molto meno qualificato», commenta Paola Concia, deputata Pd, gay dichiarata e donna molto molto scandalizzata.
Una leggenda da sfatare. Ovverosia quella secondo cui
Lella Bertinotti avrebbe cacciato di casa il marito Fausto. È stato l’ex presidente della Camera che ha lasciato la consorte, quasi due mesi fa. Per colpa, dicono i bene informati, di una signora non giovanissima che lavora nel mondo dello sport, anche se Bertinotti nega tutto. Non era la prima volta che lui lasciava lei, ma di queste crisi nulla era mai trapelato. Certo, la loro è stata una “rottura” sui generis: grazie a un appartamento assai spazioso e facilmente divisibile, dotato di doppio ingresso, Lella e Fausto hanno potuto fare i separati in casa, senza parlarsi né vedersi per giorni e giorni.
Ora, comunque, i coniugi Bertinotti ci stanno mettendo una pezza perché dopo 45 anni di matrimonio separarsi sul serio - e definitivamente - non è per niente facile. Tentano la riappacificazione come va di moda adesso: davanti alle telecamere Mediaset. Come i partecipanti a un reality si sono scambiati nuovamente la promessa di matrimonio, a officiare la cerimonia, i conduttori delle Iene.
Massimo D’Alema, di fronte agli scandali e agli scandaletti di questi ultimi tempi, ama ripetere di essere “un moralista”. Le vicende di questi giorni hanno però messo in crisi il mito della diversità della sinistra: gli sciupafemmine non abitano solo a palazzo Grazioli, residenza romana del nostro presidente del Consiglio.
Dunque, diversità addio? No. E non tanto e non solo per quello che sostengono Sabrina Ferilli e Romano Prodi. Tutto questo, paragonato all’immagine del via vai di ragazze bionde, brune e rosse a palazzo Grazioli è pittosto il quadretto di un idillio domestico. Già, da una parte abbiamo donne dello scandalo che sono tutte, o quasi, giovani e bellissime, dall’altra…
Per leggere tutto l’articolo: A n. 6 pag. 41
Maria Teresa Meli03 Febbraio 2010