Minquemilacentocinquantatrè denunce in tutta Italia (359 solo a Milano, quasi una al giorno). E 942 persone arrestate. Vittime, donne tra i diciotto e i quarant’anni di fascia sociale prevalentemente media o medio-alta.
È questo il bilancio della giustizia a un anno esatto dall’entrata in vigore della l
egge sullo “stalking” (612 bis del Codice Penale), termine che in inglese significa: “
accerchiare la preda senza lasciarle via di scampo” e che oggi prevede la pena della reclusione da sei mesi a quattro anni.
Lo stalking, dice il provvedimento: “È un insieme di condotte vessatorie sotto forma di
minaccia, molestia, atti lesivi continuati che inducono nella persona che le subisce un disagio psichico e fisico ed un ragionevole senso di timore”.
Centoquaranta querele sono già state esaminate dalla Procura della Repubblica di Milano. Di queste, trenta sono state archiviate, mentre per le altre si andrà al processo. L’avvocato penalista Gaia Fusai vede il 612 bis come: «Un importantissimo passo avanti, e non l’unico, perché negli ultimi tempi
la legge è diventata più dura verso la violenza contro le donne. Si comincia a riconoscere l’urgenza di tutelare anche la sfera psicologica. Una tappa in più nel percorso dell’emancipazione femminile. Se c’è un difetto in questa legge è che è arrivata troppo tardi. Ma la pena prevista è di tutto rispetto».
Sono
cinque le tipologie individuate degli stalker. Il respinto, il corteggiatore inadeguato, il bisognoso d’affetto, il rancoroso e il predatore. Tra gli ultimi casi arrivati sul tavolo del giudice Polizzi c’è quello di una giornalista milanese che dopo aver troncato una relazione con un collega ha cominciato a subire pesanti molestie sia telefoniche che personali. Minacce, ingiurie, telefonate notturne a tutta la cerchia di parenti e amici, e infine diffamazioni via mail a colleghi di numerose testate. Il persecutore in questo caso agiva sempre sotto l’effetto di sostanze.
Commenta Polizzi: «Spesso al reato di stalking si affianca quello di diffamazione. In molti casi i molestatori, soprattutto quelli che non accettano la fine di una relazione, esasperano i loro sentimenti quando bevono o si drogano. E la minaccia diventa più pericolosa in quanto in stato di alterazione mentale si perde la capacità di intendere e volere».
Aggiunge Kustermann: «Statisticamente l’ex partner rientra nella categoria dei molestatori più pericolosi, sia per l’odio che arriva a provare per la vittima che continua a rifiutarlo scatenando in lui un’intensa rabbia, sia per i maltrattamenti spesso già agiti durante la relazione».
Ma prima dell’entrata in vigore della legge cosa succedeva? …
E proprio pochi giorni fa a
Milano è nato il primo sportello antistalking gestito dall’equipe del Centro di mediazione sociale, finanziato con 180 mila euro dalla UE e lanciato con grande enfasi dal vicesindaco Riccardo De Corato. A disposizione un
numero verde: 800.66.77.33. Peccato che sia difficile trovare qualcuno che risponde.
Per leggere tutto il pezzo: A n. 6 pag. 46
Renata Fontanelli03 Febbraio 2010