Sull’isola che d’inverno rimane ostaggio della furia del mare che blocca traghetti e aliscafi e fa prigionieri i duecento residenti,
la più disagiata delle sedi scolastiche è diventata un avamposto della teledidattica.
In passato, le frequenti assenze dei docenti costringevano la bidella - beninteso, se almeno lei riusciva ad arrivare - a tenere chiuso il portone della scuola e rimandare gli alunni a casa.
Festa grande? Nemmeno per sogno: «A Marettimo come in tutte le isole minori,
la scuola è l’unica agenzia formativa della comunità: il luogo dove si studia e si impara, ma anche il solo posto dove incontrarsi ogni giorno, comunicare tra coetanei, giocare insieme» spiega Linda Guarino, coordinatrice del
progetto Marinando che per tre anni ha sperimentato le
nuove tecnologie applicate all’insegnamento.
Con quali risultati concreti? «Da quando le videoconferenze suppliscono gli insegnanti assenti e le lezioni non sono più a singhiozzo, l’esodo delle famiglie marettimare si è arrestato: una dozzina quest’anno hanno rinunciato a trasferirsi a Trapani» dicono i signori Lipari, genitori di Marina che fa la terza ma l’anno prossimo dovrà spostarsi in città per frequentare il liceo classico. «Andarsene è una ferita, ma perlomeno abbiamo rimandato di tre anni e le nostre figlie sono cresciute qui, respirando aria di mare e di libertà» rivendica mamma Mariella, ancorata allo scoglio dove è nata.
Quest’anno sono
diminuite - «assai» -
le assenze dei docenti (effetto Brunetta?) e, di pari passo, è calato anche l’utilizzo delle videoconferenze. Tuttavia, tra mille difficoltà - siamo sull’isola dell’isola: i collegamenti, anche
telematici, non sono mai certi - gli studenti di Marettimo, senza l’insegnante di lingua, possono studiare lo spagnolo grazie a un prof di Rignano, collegandosi in
video e con i clip postati su YouTube.
Il progetto
Marinando procede: questa è la goodnews. Però, «se hai un computer da riparare, devi mettere in conto un’attesa di giorni, se non di settimane» spiega Vito Vaccaro, che su Facebook ha fondato il gruppo Marettimo.
Di qua e di là dal mare (più di 400 iscritti) per mantenere i contatti, via internet, tra
l’isola e i suoi emigranti, soprattutto la numerosa colonia di Monterey, California. «Oggi con la teledidattica si garantisce il diritto allo studio anche nei paesi più decentrati, e questo è fondamentale per la sopravvivenza delle piccole comunità» commenta Piercesare Rivoltella, che insegna Tecnologie dell’educazione all’università Cattolica di Milano. Infatti «
Marinando, da quest’anno, viene replicato a Levanzo e Favignana, in futuro anche a Pantelleria e Linosa» chiosa Guarino.
Pare lo vogliano prendere a modello anche alcune comunità montane in Piemonte: le aule attrezzate con videoconferenza e lavagna interattiva eviterebbero la chiusura dei plessi con pochi alunni.
Da “Io donna”, 6 febbraio 2010
Ermanno Lucchini 05 Febbraio 2010