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La preda facile stavolta non ha nessuna intenzione di mollare. A New York, dove rimarrà per qualche giorno per lavoro,
Lapo Elkann si confida con gli amici di sempre: “Per la prima volta sento che da una vicenda negativa potrà uscire qualcosa di buono”. Coinvolto suo malgrado nell'
ennesima inchiesta giudiziaria che sta rivelando l'ambigua relazione fra centri di potere e un certo mondo giornalistico, Lapo appartiene alla vasta congerie dei famosi ma non temuti, quelli che sono merce di valore per lo scatto di un fotografo, ma non così potenti da riuscire a bloccarla, la foto, una volta scattata.
Nella terra di mezzo dei famosi ma non influenti si trova Lapo Elkann, trentenne che, a differenza di molti coetanei, ha già alle spalle una storia. È stato lui il primo a finire di nuovo nel tritacarne e ora, a New York, rivive la rabbia sperimentata cinque anni fa. Racconta un amico che in questi giorni gli è vicino: “Lapo non è la storia. Sono altre le storie che dovrebbero venire fuori. Lui, in ogni caso, non si farà smontare da questa vicenda. Per ora segue i suoi impegni di lavoro a New York ma tornerà presto in Italia. Non è uno che si dà per vinto”.
Lapo piace perché è aristocratico ma “alla mano”, cosmopolita ma autentico, carismatico ma anche trasgressivo. E sulle sue trasgressioni si fonda naturalmente anche l’ultimo episodio che ha fatto parlare di lui...
Pochi mesi fa aveva anche testimoniato nel processo contro Fabrizio Corona, essendo lui, Lapo, una delle vittime del malsano circuito della cosiddetta informazione rosa. Lo stesso business che l’ha riportato sulle cronache di quotidiani e settimanali.
Lapo è molto ricco ma, in fondo, molto vulnerabile. Cosa può dare in cambio del silenzio dei suoi inseguitori? In teoria, soltanto soldi, essendo al momento il suo destino nettamente separato da quello della Fiat, l’azienda di famiglia. Per questo, una volta incassati i trecentomila euro, il secondogenito Elkann viene scaricato. I politici, invece, sono un genere molto più redditizio: possono mollare appalti, per esempio. Come ha osservato Fabrizio Corona quando è stato ospite a L’Intervista, su SkyTg24: “Il ricatto a Marrazzo poteva essere gestito molto meglio di quanto non abbia fatto il gruppo dei carabinieri. Bastava aspettare che fosse rieletto alla guida della regione Lazio, e negoziare un appalto per milioni di euro”.
Per leggere tutto il pezzo : A n 6 pag. 18
Maria Latella 03 Febbraio 2010