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Sarah Jessica Parker: "Matrimonio in crisi? Colpa delle donne alla Sex and the City"

La celebre attrice si confida ad A

Sarah Jessica Parker: Matrimonio in crisi? Colpa delle donne alla Sex and the City
Anni dopo Soluzioni estreme (1996), in questo film Che fine hanno fatto i Morgan? torna al fianco di Hugh Grant nella storia di una coppia in crisi per colpa di un adulterio.

Una coppia che “si ritrova” in circostanze a dir poco straordinarie: marito e moglie vengono mandati sotto scorta in una cittadina del Wyoming essendo stati (casualmente) testimoni di un omicidio.

Eccoli i Morgan, la newyorkese Meryl e suo marito Paul, «che cerca di riconquistarmi dopo aver peccato, ma è sempre difficile definire i come e i perché di un tradimento. È un fatto così intimo...», spiega pensierosa Jessica. «Senza telefonini, computer, accesso ai conti in banca, i Morgan devono vivere nascosti per sfuggire alle minacce di morte di un killer deciso a eliminarli. Quando mi hanno offerto il ruolo, ho pensato che la mia trasferta sarebbe stata una boccata d’ossigeno, e che tutti dovremmo liberarci da dipendenze e ossessioni quotidiane, ogni tanto. In primo luogo, dalla schiavitù della tecnologia. Persino a cena si guardano le email sul Blackberry, poi lo si tiene sul comodino e, se vibra, addio intimità. Si ordinano i film sul web, si visitano virtualmente i musei... È così che si dimentica di vedere i colori delle stagioni, di rispondere ai perché dei figli».

Pensa davvero che i matrimoni possano venir rilanciati come in una commedia romantica?
«Sì, e lo dico alle donne perché tutti i matrimoni possono attraversare delle crisi, specie se si è sposati da tanto tempo. Il pericolo è sempre in agguato. Non è solo l’infedeltà che fa disamorare. Si accumulano stanchezze, disillusioni, durezze, si dimenticano gli slanci e l’idealismo… Ma, attenzione, non è certo per questo che si desidera l’ingresso in famiglia di un nuovo bambino, come se fosse un altro oggetto consumistico. Mi fa orrore quest’idea, e il fatto che, nonostante la crisi economica, continuiamo a riempire le nostre case di cose...».

Come possiamo salvarci da questa deriva?
«Fermandoci e riflettendo. Di certo non sarà un gioco. Siamo andati troppo in là, vogliamo tutto e subito, abbiamo dimenticato la lenta, coraggiosa rinascita da altre depressioni e da altre guerre. Una volta avere latte fresco e ricotta a casa era un lusso, io l’ho vissuto, e me lo ricordo ancora. In Che fine hanno fatto i Morgan? prendo in giro tanti personaggi che io stessa ho imposto su piccolo e grande schermo. Donne nevrotiche, sofisticate, sempre pronte ad apparire divertenti e up-to-date. Preoccupate dei loro appuntamenti, del dating, più di ogni altra cosa. La verità è che non c’è più spazio per il romanticismo: noi prese nel vortice di vita privata e carriera, gli uomini sempre più insicuri...».

Ha detto sul serio o per scherzo che lei e Matthew siete troppo vecchi per lasciarvi?
«Per scherzo, ovviamente, ma c’è anche un fondo di verità in questa frase. Gli anni legano, come le esperienze fatte insieme. Proteggere il proprio matrimonio spetta in pari misura agli uomini e alle donne. In tempi di giovinezza “forzosa”, a ogni costo, si dimentica il valore del tempo, delle abitudini. Non voglio fare la moralista, il film è prima di tutto ironico e divertente, ma la trasferta cinematografica nel vecchio West è stata una lezione di vita».

La sua è una carriera dalle tante facce. Di quali film è più orgogliosa?
«Mi è molto piaciuto Smart People, con Dennis Quaid e con l’adorabile Ellen Page: questa ragazza sarà a lungo una protagonista della scena. Sono orgogliosa di alcuni miei film del passato, come State and Main di David Mamet, ambientato, non a caso, in un’altra cittadina dell’America profonda, di Ed Wood di Tim Burton... Poi credo molto in piccoli film televisivi che ho spesso anche prodotto, come In the Best Interest of the Children».

Per leggere l’intervista completa: A n. 9 pag. 50

di Giovanna Grassi



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